pubblicità

giovedì 1 dicembre 2011

La storia dei cocktail

La storia dei CocktailLa parola cocktail appare per la prima volta nell'edizione del 16 maggio 1806 del Balance and Columbian Repository che ne dava la seguente definizione:“ Cocktail is a stimulating liquor composed of spirits of any kind, sugar, water, and bitters. ”( Il Cocktail è una bevanda stimolante, composta di diverse sostanze alcoliche alle quali viene aggiunto dello zucchero, dell'acqua e dell'amaro.)La prima pubblicazione di una guida che includesse ricette di cocktail è del 1862: How to Mix Drinks; or, The Bon Vivant's Companion, del professor Jerry Thomas. Oltre alla lista delle solite bevande con mix di liquori, vi erano scritte 10 ricette che erano chiamate "Cocktails". L'ingrediente che differenziava i "cocktails" dalle altre bevande in questo compendio era l'uso degli amari, anche se questo tipo di ingrediente non si trova oramai quasi più nelle ricette moderne.Alcuni cocktail della Seconda metà dell’Ottocento che possiamo citare sono: Champagne cocktail (1862) , Americano (1860) , Black Velvet, Gin Rickey, Whisky Sour (1850) ed il Classic Martini. Infatti , il Classic Martini , avrà forse avuto origine da un drink del 1862 chiamato "Martinez",una dolce combinazione di gin,bitter e vermouth rosso. È giusto attribuire il merito di questa invenzione al Signor Martini, nativo di Arma di Taggia, barman del Knickerbocker Hotel di New York.
Il MartiniIl 1 Luglio 1847 si costituisce a Torino la “Distilleria Nazionale di spirito di vino all’uso di Francia” antesignana dell’odierna Martini & Rossi. Nel 1860 muore Carlo Re e i soci si trovano costretti a ristrutturare l’azienda. Il 30 giugno 1863 viene fondata una nuova società: la Martini Sola e C.ia. a cui partecipa come terzo socio il liquorista Luigi Rossi. Perno della produzione è il vermouth , ma non mancano lo spumante (in particolare, l’Asti Martini) , il fernet, il bitter e la china.Risale al 1864 la più antica bottiglia di vermouth Martini. La prima etichetta (con lo stemma della città di Torino, i nomi dei soci, lì indirizzo della bottega e la scritta “Stabilimento in Pessione”) è disegnata dagli stessi Martini e Sola nel 1864. Negli anni l’iconografia si arricchirà di medaglie (prime fra tutte quelle ottenute alle Esposizioni Internazionali di Dublino del 1865 e di Parigi del 1867) , simboli (bandiere , mortai e calici, il dio Mercurio ) e le immagini (lo stabilimento nelle sue fasi d’accrescimento), che celebrano i successi ottenuti dalla società. L’happy Hour nell’800L’aperitivo esisteva anche nell’ ’800 e serviva ad aumentare l’appetito prima della cena, poi, con la nascita del Martini, aveva conosciuto una nuova fortuna specialmente grazie ai lavoratori che facevano l’aperitivo subito dopo il lavoro.Era legato, inoltre, alla moda dei caffè che erano particolarmente attivi in centri quali Torino, Genova, Firenze, Venezia, Roma, Napoli, Milano.L’aperitivo è ormai diffuso ovunque, ma è proprio a Torino che è nato, grazie ad Antonio Benedetto Carpano, che nel 1786 ha inventato il Vermouth, prodotto con vino bianco addizionato ad un infuso di oltre 30 tipi di erbe e spezie. Da allora la “speciale bevanda” è stata esportata in tutta Europa e successivamente prodotta da Cinzano e Martini & Rossi, divenendo con l’appellativo di “Martini” l’aperitivo per eccellenza, da bere liscio o come base di tanti cocktail come il Negroni o il Manhattan, da bere anche nel dopo cena.Il vermouth Gancia divenne l’aperitivo ufficiale della casa reale, la quale concesse l’autorizzazione a usare la formula “Bianco Gancia, vermouth dell’Aristocrazia e della Regalità”. Fu usato come veicolo di propaganda anche un messaggero dell’indipendenza e dell’unità come Giuseppe Garibaldi da cui l’aperitivo “Garibaldi” di Gancia.
La storia di Gancia Carlo Gancia nasce nel 1829 nelle terre del Barolo, settimo figlio di una famiglia di vinificatori e commercianti. Fin da giovane dimostra una naturale propensione per la preparazione, la lavorazione e la qualità dei vini. Trasformare i grappoli in liquidi profumati è una magia per Carlo, magia che diventerà la passione e l'impegno di una vita. A 18 anni, Carlo viene nominato socio e poi direttore della Dettori &C., dove crea una nuova ricetta per affinare il gusto e l'aroma del Vermouth. A partire da ricerche passate, Gancia ha l'intuizione di usare il moscato come base per l'infusione delle erbe, praticamente reinventando un prodotto originale e inimitabile. La corte sabauda, l'aristocrazia piemontese e il sempre più imperante ceto borghese chiedono a gran voce lo champagne francese per i loro salotti.Così Carlo Gancia lascia Torino per recarsi a Reims e impadronirsi delle tecniche e dei segreti di lavorazione delle bollicine d'oltralpe. Carlo ritorna dalla Francia con un'idea: creare il primo spumante italiano usando le tecniche tipiche della produzione dello champagne ma con un diverso uvaggio di base.Fonda la casa di produzione "Fratelli Gancia" e continua a ricercare alacremente nei suoi laboratori nuove e più affinate tecniche di produzione vinicola. Nel 1860 le ricerche ininterrotte di Carlo Gancia per il suo spumante metodo classico italiano, ispirato alla produzione dello Champagne francese, sono a un punto morto: le bottiglie scoppiano improvvisamente per colpa del troppo zucchero usato nel vino moscato.Ma Carlo non si perde d'animo. Dopo quindici anni di studi, Carlo riesce a risolvere il problema della frantumazione delle bottiglie per eccesso di zucchero: ottiene finalmente un tipo di champagne a base moscato molto simile a quello francese, per accontentare il mercato, ma con un aroma e un carattere assolutamente peculiare.Nel 1866 la società Fratelli Gancia apre la sua sede storica a Canelli. In questo modo riesce a risolvere i problemi di distanza tra i luoghi d'origine delle uve e gli stabilimenti per la loro lavorazione di Chivasso. Le condizioni perfette delle materie prime determinano un importante salto di qualità nella produzione vinicola Gancia. Tanto che nel 1870, il "Moscato Champagne" viene finalmente messo in commercio. L'obiettivo iniziale è diffondere il prodotto nei grandi hotel di lusso, negli alberghi e nei luoghi di ritrovo più raffinati, promuovendone ed esaltandone la qualità e l'identità specifica propriamente italiana.
Progetto realizzato da: Barella Carlotta; Birliga Ana; Fiore Ida; Giacomaniello Carlotta; Valeri Milena
Classe 4°C Ristorazione

Nessun commento:

Posta un commento